Prima PaginaPagina precedente12Pagina successivaUltima pagina

Libro degli ospiti

21.08.2012
 
Curioso, unico e... panoramico!!
Complimenti Marco
 
 
11.03.2012 , Sara  di Innsbruck
 
Ich kann es kaum erwarten, bis der Garten wieder aufmacht... Ich freue mich schon auf den Frühling! Italienisch
 
 
22.10.2011 , Luigi  di Milano
 
Io e mia moglie abbiamo assaggiato dei vini eccellenti, mentre i bambini si sbizzarrivano nel giardino labirinto.
A pasqua torneremo di sicuro!
 
 
24.09.2011 , Pam & Jeremy  di Hampton Court, London GB
 
The garden is so beautiful and relaxing. We love it!
 
 
, Bandirali VOG
 
Dopo la visita autunnale del 2011 a Barolo, Luca e Delfina hanno organizzato per domenica 26.08.2012 una gita sull'altra sponda del panorama vitivinicolo del nord Italia, presso produttori di aziende dai piccoli numeri, ma di altissimo livello, come nella filosofia VOG.
Partiti all'alba, alle 10 puntuali siamo alla Tenuta Kranzelhof di Cermes, sulla sponda destra della Val Venosta.
Ci aspetta Conte Franz Graf Pfeil, proprietario della cantina insieme ad Astrid Schwarz, addetta alla comunicazione e sviluppo.
Dopo un breve passaggio al ristorante per una visita conoscitiva (il ristorante è chiuso la domenica a mezzogiorno), Franz ci riunisce sotto un secolare albero di fronte al maso, per spiegarci la sua filosofia enologica: esordisce dichiarando di seguire la cantina, piuttosto che indirizzarla, perchè è la natura che è alla base del processo di trasformazione dell'uva in vino, un processo vivo, che lui si prefigge di accompagnare per ottenere vini di alta qualità.
La vendemmia è frazionata a seconda della maturazione dei grappoli quelli non pronti vengono lasciati per un secondo e anche terzo passaggio.
La scelta del momento della vendemmia, così come l'attività di cantina, è un fatto solamente sensoriale, si assaggia l'uva e si decide quando vendemmiare la tecnologia e la chimica non c'entrano con l'uva, perché se è buona, curata e sana non vi è necessità di interventi.
L'uva è la storia della vita che vive sulla pianta. Quando l'uva viene raccolta si determina la morte dell'uva stessa: il torchio è come una macchina da tortura che stritola e massacra, il mosto è il "sangue" della vite. La cantina è il luogo buio, scuro, freddo dove si trasforma, risorge a nuova vita dando il vino. E infine, quando il vino viene bevuto la vita e la gioia passano all'uomo.
Un bell'appassionante concetto di spiegazione della vitalità dell'uva e del vino.
Franz ha cercato di unire tradizione a novità: questo ha portato alla conservazione del Maso, ma anche al suo miglioramento, con la ristrutturazione architettonica di tutta la proprietà.
La visita prosegue con una passeggiata nelle vigne la tenuta ha 6 ettari, da cui si ottengono 15 vini per un totale di 30000 bottiglie: di queste una sola DOC, con cultura biologica non dichiarata, gli altri vini sono IGT o vini da tavola.
L'irrigazione delle vigne è un fatto ormai necessario sostiene Franz quelle nuove hanno bisogno di acqua, le vecchie meno poichè le radici si affondano molto nel terreno, l'esposizione è ad est e alle 17 il sole fa capolino.
Il sauvignon sarà il primo ad essere vendemmiato tra circa 15 giorni, poi via via le altre uve. Questo ci permette di avere pochi uomini preparati ed esperti che seguono con passione la vendemmia frazionata che si prolunga nel tempo ed inoltre in cantina non abbiamo mai un ammasso di uve da gestire in tempi stretti.
Il lungo contatto con la vigna diminuisce il rischio malattie delle uve e Franz dedica molto tempo al controllo della natura. Nella vinificazione usa lieviti selezionati per una maggior sicurezza di fermentazione a salvaguardia della produzione sempre però nel rispetto della sua filosofia.
Anche nel vino, come nella vita, c'è spazio per l'arte, che si identifica con il momento dell'assemblaggio dei vini, momento effettuato da Franz con alcuni amici fidati.
La prima parte della visita termina con una rapida visita nella piccola barricaia
In virtù anche del limitato numero di bottiglie prodotte, Franz ha smesso di partecipare a fiere e mostre dei vini, per scegliere un mercato locale, che privilegia il benessere dell'individuo che viene alla tenuta per trascorrere dei momenti in relax e degustare in una atmosfera serena i suoi prodotti.
Questo filosofia nel 2006 spinge Franz a togliere 2 ettari di frutteto per fare il giardino labirinto, luogo dove è possibile associare l'arte alla natura, dove scultori e artisti possono esporre le loro opere.
Il tempo stringe ma non si può rinunciare ad una passeggiata a piedi nudi nel giardino/labirinto per poi trovarsi sotto l'albero secolare di fronte al Maso con Franz e Astrid per una degustazione veramente interessante.
Assaggiamo il Pinot bianco 2011, tenore alcolico 13.5% imbottigliato con tappo a vite profumi fini ma decisi, dalla buona freschezza e grande sapidità, con sentori di mela verde dal leggero retrogusto amarognolo, per niente fastidioso.
Pinot bianco Helios 2011 affinato in barrique al 30% di legno nuovo e il rimanente in legno di secondo passaggio tenore alcolico 13.5% con profumi intensi, ancora giovane la sensazione è che esploderà tra qualche anno. La riprova di quanto percepito trova conferma con il Pinot bianco Helios 2001,( vinificato ancora con lieviti naturali) un vino di grande spessore, perfetto nel colore con profumi scalpitanti con nota di burro e idrocarburo, un vino rotondo, pastoso, che ha conservato ancora una più che buona acidità, perfetto equilibrio, senza cedimenti.
Passando ai vini rossi ci siamo dedicati alla Schiava, il Meraner Hugel 2011, vincitore del premio Schiava dell'anno 2012, un vino dalle spiccate note floreali, di rosa, con profumi di frutta fresca di lampone, con una sensazione gusto olfattiva di piacevole mandorla associata al buon frutto rosso. Un vino che ci fa ricredere sulla essenza e il significato dell'uva schiava.
Particolare invece la Schiava Meraner Hugel 2009, perde in acidità, la frutta è più matura e meno scalpitante, con sfumature balsamiche associate a spezie, come la cannella e cacao.
Arriva il momento del Pinot nero 2010 Selezione profumi di rosa, ciliegia, con note dolci, di tabacco, bocca elegante, pieno lunga persistenza nonostante il legno nuovo della barrique, non mostra segni di predominanza e appare ben equilibrato.
Pinot nero 2009 Selezione, vino ricco di profumi di frutti rossi, in bocca una lieve nota di dolcezza, e nel complesso appare ancora in trasformazione, con una nota marcata del passaggio in legno che in questa particolare fase lo limita.
Pinot nero 1996 Selezione, un vino da applauso, in bocca equilibrato con tannino dolce e nobile, accompagnato da sentori di frutta, spiccano ribes, spezie caffè, vino da colpo di cuore punteggio oltre i 90/100.
La generosa accoglienza termina con due fuori programma: Pinot bianco 2009 vendemmia tardiva con residuo zuccherino di 180 gr ma dalla acidità prorompente con profumi di miele, nocciola, ananas candito, un vino che reggerà i 30 anni!!
Perla della giornata un Pinot bianco vendemmia tardiva del 1995, inferiore il residuo zuccherino 150 gr, ed ancora un bella acidità con sentori evoluti di frutti canditi, su tutti l'arancia una prorompente sapidità vino ancora, dopo 17 anni, molto equilibrato.
Gli interventi puntuali di Astrid e di Franz ci hanno permesso di comprendere meglio l'anima del vino, e la particolare filosofia produttiva e la nostra sensazione è che anche loro abbiano apprezzato l'impegno e l'accuratezza dell'analisi condotta dai partecipanti.
 
 
Prima PaginaPagina precedente12Pagina successivaUltima pagina




DE IT EN